Manager rapisce l’amante-escort per obbligarla ad abortire
È vicentina la escort che il 6 marzo scorso è stata sequestrata dall’amante manager Marco Pracca, dirigente bancario della Deutsche Bank. Il cinquantottenne aveva pianificato il rapimento assoldando
dei complici e tenendo segregata la ragazza in un cascinale del Pavese per costringerla ad abortire.
Da un anno e mezzo la ventinovenne, originaria di Noventa Vicentina, aveva una relazione col manager, con il quale viveva a Milano. L’uomo, contrario ad avere un figlio con lei, già in passato l’aveva costretta ad abortire; questa volta però la ragazza si era opposta. Dopo aver subìto un pestaggio, sempre da parte dei mandatari dell’amante, la ragazza, incinta di sette mesi, era stata fatta rapire e portare nel casolare di campagna vicino a San Martino, dov’era rimasta rinchiusa per due giorni.
Non è chiaro perché i sequestratori decedettero di liberarla: forse perché impietositi dal suo stato o perché avevano in mano un video, da indirizzare al mandante, in cui, sotto minaccia, diceva che avrebbe abortito. Altro motivo può essere che lo scopo di farla spaventare era stato raggiunto.
Le indagini erano partite dalla denuncia di scomparsa fatta dallo stesso amante; il manager e i quattro complici (un intermediario e tre esecutori) sono stati così messi in carcere con l’accusa di sequestro di persona per estorsione e concorso morale per porto e detenzione di armi. La ventinovenne ha dato alla luce la creatura alcune settimane fa.






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