Addio a Carlo Fruttero
Domenica 15 gennaio, nella sua casa di Roccamare, a Castiglione della Pescaia, si è spento lo scrittore Carlo Fruttero. Egli si era ritirato a
Roccamare assieme alla sua famiglia dopo la morte della moglie, avvenuta nel 2007, cinque anni dopo il suicidio del suo grande compagno di scrittura Franco Lucentini. Fruttero reinterpretava il mondo con la sua lucidità e la sua ironia, che ripartiva anche a chi lo andava a trovare.
L’incontro, a Parigi, con Franco Lucentini era avvenuto nel ’52 e aveva dato vita ad un grande sodalizio. Dopo il successo de “Le meraviglie del possibile”, assieme diressero, dal ’64 per oltre un ventennio, la collana “Urania”, affidatagli da Mondadori. La firma Fruttero e Lucentini ha sfornato decine di articoli, traduzioni, scritti d’occasione, oltre a una ventina di titoli, soprattutto di genere poliziesco, tra cui “L’idraulico non verrà” e “La donna della domenica” (quest’ultimo diretto poi dal regista Comencini, con Mastroianni nel ruolo del commissario Santamaria).
Fra gli ultimi libri di Fruttero la filastrocca per bambini “La Creazione. Sotto l’alto patrocinio dell’Onnipotente” (2008), “Donne informate sui fatti” (2007, secondo libro senza Lucentini) e “La patria, bene o male” (2010), scritto assieme al giornalista Massimo Gramellini per ripercorrere le tappe del nostro Paese.
L’ultimo sogno di Fruttero era quello di un romanzo ispirato agli arazzi medievali di Cluny, il ciclo della Dama e l’unicorno.






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